Yoga – Emmanuel Carrère

"Sono mutevole, siamo mutevoli, il mondo è mutevole. L'unica cosa che non muterà mai è il fatto che tutto muta, in continuazione."

Emmanuel Carrère

Premetto, sarò di parte. Ci sono autori che sanno danzare corpo a corpo con il lettore su ogni pagina e reputo Carrère un degno membro di questa categoria.

Prima di iniziare la lettura mi sono fermata, e l’ho rifatto una volta portato a termine quello che doveva essere “un libricino arguto e accattivante sullo yoga”, ascoltando aspettative ed esiti riflessivi. Il risultato? Non era quello che immaginavo.

Come suggerisce l’autore, adesso posso scegliere se storcere il naso per qualcosa che è sfuggito al mio controllo o accogliere ciò che è stata questa lettura: un’avventura necessariamente imperfetta, ma magistralmente centrata nel tratteggiare l’esperienza-yoga dal particolare all’universale, come solo un meditante curioso può saper fare.

Nonostante il possibile rischio di nonsense, Carrère riesce a mettere insieme un Arlecchino dignitoso e autentico, un patchwork di appunti raccolti in un lasso di tempo mutevole, ben riflettendo ciò che può emergere guardando con consapevolezza al saṃsāra, termine sanscrito che in diverse religioni orientali sta a indicare “la ruota della vita” che scorre.

E così l’autore scrive di yoga, di meditazione vipassana, di Tai Chi, di yin e yang, di disturbo bipolare, di cure psichiatriche, di terrorismo, di rifugiati, di amore, di musica, di libri suoi, di libri di altri, di amicizia, di cinema… e mentre scrive di sè, scrive di noi, scrive con il chiaro intento di suscitare critica, buona o cattiva che sia. E non è scontato che un autore così conosciuto si esponga fino al confine della propria nudità o supposta tale, poichè – come lascia dubitare soprattutto nelle ultime pagine – chi lo sa se “esiste un criterio… (per) capire se la storia che stiamo leggendo è vera o inventata”.

Dallo scorrere delle sue parole, delle sue frasi, dei suoi paragrafi e, infine, del suo libro potremmo apprendere come “legare insieme due cavalli” (yoga, n.d.a.) non significa solo radicarsi per estendersi, inspirare per espirare, concentrarsi per rilassarsi, ma significa comprendere le leggi che regolano la nostra vita, incluse le leggi che conducono alla liberazione della sofferenza. In fondo “scrivere tutto ciò che ci balena nella testa senza snaturarlo, è esattamente lo stesso che osservare il nostro respiro senza modificarlo”. Ed è questo ciò che ritengo sia più apprezzabile: si tratta di un libro sincero e consapevole, che arricchisce e schiaffeggia, portando il lettore oltre le più banali aspettative attraverso l’ascolto autentico di una storia personale ricca e sfaccettata.

Adatto a chi si sente distante dalla meditazione, a chi la pratica, a chi la pratica e la idealizza, come strumento di crescita, riflessione e apertura personale.

Di #meditazione, #disturbobipolare ed #esistenza

Fonti: 

Carrère E. Yoga. Adelphi Ed. 2021, 4ª ediz., pp. 312.